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Questo libro nasce dal fatto che non ho mai subito una forte fascinazione da parte della Natura. Non ho alcun dubbio sui benefici che il contatto con la natura può produrre, anche perchè io stesso ne godo, ma per me quel piacere non è indiscutibile e non è un bisogno costante. Ciononostante nutro un grande rispetto, e forse un pizzico di invidia, verso chi sente un puro desiderio di stare a contatto con l’elemento naturale. Credo che oggi la natura sia una questione di wellness, un piacere che la gente ricerca, qualcosa da ottenere, un luogo dove scappare, qualcosa da vendere. Ho percepito un’ accelerazione progressiva dell’interesse verso tutto ciò che è verde o « naturale ». Questa accelerazione ha prodotto dei fenomeni di massa che, in quanto tali, sono andati fuori controllo e il «bisogno» di natura è presto diventato un ottimo vettore di comunicazione. Comunque, ho sempre pensato che la nostra relazione con la Natura fosse qualcosa di personale ed individuale piuttosto che qualcosa di collettivo. E’ intorno a queste tematiche che ho cominciato a « passeggiare » con la macchina fotografica, cercando di sospendere il mio giudizio verso ciò che guardavo, cercando di usare uno sguardo da entomologo. I fenomeni che hanno attratto maggiormente la mia attenzione sono quelli meno ecclatanti, le espressioni di queste dinamiche che tendono a confondersi nel brusio urbano di ogni giorno. Il Verde è il colore dello spettro che la vista percepisce per primo e quello più ricco di gradazioni. Infatti l’occhio umano può distinguere istintivamente fino a 22 gradazioni di verde. Questa conseguenza dell’evoluzione umana deriva dalla necessità di distinguere gli animali mimetizzati in natura, sia per difendersi da essi che per cacciarli. Ma in molte culture occidentali il verde porta con se equilibrio, fortuna, speranza e benessere. Vasilij Kandinsky diceva che il verde, grazie alle sue qualità, era benefico per le persone stanche ma, dopo un pò, poteva divenire un colore molto noioso. Questo mi fa sorridere e riflettere, perchè non esiste miglior consumatore di una persona stanca ed annoiata.